Ru Fus – System Failure

Thanks to System Failure for the review of “Vita Natural Durante”, Ru Fus new album! The album is available in digital format on Crashsound distribution’s stores

RU FUS ci presenta questo suo nuovo lavoro dal titolo “Vita natural durante”. System failure lo ha ascoltato e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Si comincia con la ballad tanto melodica “Nessuna parte” dove possiamo apprezzare il cantato tanto intenso di Rufus con qualche impressione blues. “Giornate nuvolose” continua con lo stesso tiro con fraseggi di chitarra stupendi. Il grunge e il blues nelle due canzoni dialogano a meraviglia portando alla nostra mente qualcosa dei Pearl Jam.

“Vecchie radici morenti” parte ancora con il blues ma l’impronta noise/grunge ora si fa sentire di più e come non pensare ad alcuni Nirvana o Alice in Chains. Le variazioni nella canzone sono proprio niente male: stupendo quindi il songwriting. Apprezzabile l’estensione vocale nel cantato comunque sofferto come vuole il grunge. Con “Fuori di testa” arriva l’energia più tumultuosa con dei riff notevoli, soli di grande effetto e cantato tanto elettrizzante.

Musica sempre oscura e cupa in tutto il disco e “Solo” sembra il manifesto di questo album tanto underground con le sue sonorità stupende alla Soundgarden. Che forza nel cantato di questa canzone. Esecuzione di chitarra tanto pulita nella successiva “Mustang”. “Grasso sole” come le prime due ci porta tanta melodia e dei passaggi simil country. In “Senza via d’uscita” torna tanta cupezza e tetraggine con inserti noise lancinanti e distorsioni ruggenti e ancora sapore nirvaniano.

“Scalpo nero” sembra riportare le sonorità dell’Eddie Vedder della soundtrack di “Into the wild”. Quanto è ipnotica e toccante questa canzone. Toccante di sicuro pure la successiva “Panic”, breve e cupa come tanto di questo disco. “Servi un signore” è tanto accattivante mentre l’ultima “Ieri, oggi e domani” è anche essa breve e melodica come inizio album.

Produzione non eccellente ma “sporca” e molto adatta al genere. Tanta maestria nel songwriting, nella composizione. Non manca l’appeal nel disco, un disco oltremodo stimolante che sa come stuzzicare alcuni ascoltatori con una parte della loro testa rimasta a Seattle o comunque in una certa America dove il rock viene vissuto come un qualcosa di straordinariamente intenso, un qualcosa che senti “a pelle”, che riconosci al primo sguardo. “Vita natural durante” è la colonna sonora dei nostri momenti scapigliati, è la donna dirty che hai sempre voluto conquistare perché ti regalava emozioni forti o l’amico con il quale facevi cose folli in serate dissolute.

Ultima considerazione da fare: diversi sono i generi musicali presenti in questo disco: blues, grunge, country, noise, alternative rock. E sono fusi insieme senza fare confusione, con tanto talento. Insomma avete capito che qui abbiamo tanta maturità da parte di un artista che rende fascinosa la parola “rock”….”